Dunia uwanja wa fujo.

E. Kezilahabi, 1975


Dunia uwanja wa fujo, [Il mondo è una grossa confusione] apparso nel 1975, è un romanzo emblematico che contiene quasi tutti i temi trattati nella narrativa swahili contemporanea: c'è l'elemento folcloristico - la vita in un villaggio tradizionale nei vari suoi aspetti, fino a quello più misterioso, la stregoneria; vi sono le ragazze sfruttate, c'è il conflitto tra le generazioni, la vita in città con le sue insidie, lo sradicamento dell'africano, c'è un matrimonio borghese alla maniera occidentale e infine il socialismo africano (ujamaa, diverso dal socialismo e dal comunismo). Tutto ciò amalgamato in un libro sincero e narrativamente robusto. E' una storia di passioni, intrighi e psicologie inquietanti, non priva di colpi di scena. L'autore si è preoccupato di affrescare un quadro credibile e preciso sia di un piccolo villaggio nell'isola di Ukerewe, sia dell'ambiente urbano. Davanti a noi rivive il villaggio di Bugolola, la vita quotidiana dei suoi abitanti con le loro piccole e grandi preoccupazioni, illustrata per mezzo di vari episodi. L'attenzione si concentra dapprima sul "kraal" di Kasala, la cui figlia Leonila rimane in stato interessante da un giovane scapestrato di nome Tumaini. Questi ha ereditato alla morte dei genitori molto denaro che suo padre aveva depositato in banca per evitare che fosse diviso tra i parenti, come spesso succede. La vita nel villaggio scorre sui rigidi binari tracciati dalle usanze, tabù e antiche leggi tribali. Per esempio spetta ai genitori trovare il marito alla figlia; la moglie che non dà alla luce un figlio maschio può essere ripudiata; due amanti colti in flagrante vengono picchiati a morte; a un ladro scoperto si può tagliare un orecchio... Vi sono ancora streghe e stregoni che uccidono di nascosto uomini innocenti, oppure ne fanno i loro schiavi: dopo aver loro tagliato la punta della lingua e rovinato irrimedialmente il loro cervello con delle droghe, li costringono a lavorare di notte i propri campi, nascondendoli abilmente di giorno. Una tale strega viene scoperta nel villaggio: è la vecchia madre di Kasala, e tra le sue vittime sono il padre e la madre di Tumaini. Vergognandosi dei genitori, ridotti al livello animale e ormai incapaci di recupero, Tumaini abbandona il villaggio. Fugge insieme alla sua ultima amante Anastasia, che ha così sottratto ad un matrimonio indesiderato.


Nella seconda parte del libro l'azione si sposta in un piccolo capoluogo di regione - Shinyanga - dove si sono fermati Tumaini con Anastasia e John, l'amico che egli aveva portato con sé. Vi hanno trovato un compaesano, Dennis, figlio di Kasala, il quale, ignaro del torto che Tumaini aveva fatto a sua sorella Leonila, accoglie tutti con gioia. Funzionario del servizio di sicurezza, conduce una vita agiata ma solitaria con la moglie Vera, una donna grassa, pigra e cattiva che però egli ama ciecamente. Vera s'invaghisce di John, ma odia Tumaini e fa di tutto per nuocergli. In città i due amici si danno alla pazza gioia, mentre Anastasia accudisce alla loro casa comune e alleva perfino il figlio che Tumaini ha avuto da Leonila. Quando il denaro sta per finire, Dennis (su suggerimento di Vera) trova a Tumaini un lavoro alle sue dipendenze - un lavoro che allontanerà da lui tutti gli amici. A questo punto è facile per Vera aizzare contro di lui un gruppo di malviventi, ma il suo piano in parte fallisce poiché Tumaini, pur ferito gravemente, non muore. L'incidente tuttavia lo fa riflettere: decidendo di cambiare vita, si mette a lavorare la terra e scaccia John, il quale voleva continuare a sfruttarlo.


Anche a casa di Dennis le cose cambiano: accortosi finalmente del vero carattere della moglie, egli la rimanda dai genitori e dopo un po' si risposa con Bernadeta. La vita scorre liscia per entrambi per un certo tempo. Tumaini grazie al lavoro assiduo è diventato uno dei più ricchi proprietari terrieri della zona. La politica tanzana però cambia: la terra è ora considerata dello Stato. Tumaini viene additato pubblicamente come uno sfruttatore pregevole e i campi gli vengono tolti senza alcuna ricompensa per costruirvi sopra un villaggio socialista. Tumaini, profondamente avvilito da ciò che considera un'enorme ingiustizia e non vedendo davanti a sé alcun futuro, contrario come è al socialismo, compie un ultimo, disperato gesto di protesta: a colpi di rivoltella uccide il Commissario Distrettuale, responsabile dell'esproprio, e finisce sulla forca. Nella scena finale del romanzo si vede Anastasia e sua figlia trasferitesi nel villaggio socialista.